La Storia dell'Alpe Stavello

L’attività dell’Alpe Stavello risale, con certezza, fin dall’inizio del 2° millennio: è stata infatti rinvenuta nella Chiesa Parrocchiale di Pedesina una pergamena datata 1291 nella quale è riportato l’atto di cessione dell’Alpe!
In quell’anno (passato alla storia per ben più importanti avvenimenti in Terrasanta: la caduta di S. Giovanni d’Acri e del Regno di Gerusalemme), la famiglia Gamba di Bellano cede ai Capifamiglia di Pedesina la proprietà di Stavello, già allora grande Alpeggio dotato di baite, stalle e mulattiere.
La pergamena racconta tante cose interessanti:

  • la proprietà era di persone residenti a sud dell’Alpe. In effetti la colonizzazione della Val Gerola è avvenuta in tempi più recenti, date le scarse risorse di questa fredda e ripida valle. L’interesse per questi pascoli era probabilmente legato allo sfruttamento delle miniere di ferro, tutte sui versanti  sud delle Orobie, già in atto in epoca romana. La necessità di alimentare i tanti addetti all’attività estrattiva era la ragione prima dell’utilizzo dei pascoli di montagna.
  • I compratori erano i Capifamiglia di Pedesina,. A quel tempo Pedesina e Rasura erano un’unica comunità. Si trattò quindi di un acquisto di tipo consortile, innovativo a quell’epoca.

I cognomi sono gli stessi che ancora oggi costituiscono il nucleo dei residenti.

L’Alpe era molto più grande, comprendendo anche gli alpeggi oggi denominati Combana e Combanina. Nel tempo vi sono state cessioni e nuove denominazioni, ma il nucleo di Stavello, cioè l’Alpe in connessione con la bocchetta omonima, fino al 1900 rimase di proprietà di alcune famiglie di Pedesina (Curtoni, Ruffoni, ecc.) mentre le altre parti venivano via via acquisite dalle Amministrazioni Comunali, a seguito delle varie crisi.

La crisi successiva alla 1^ Guerra Mondiale portò alla cessione dell’Alpe Stavello alla Famiglia Martinelli di Morbegno e la proprietà è tutt’ora di eredi della predetta famiglia.

Una curiosità: i Martinelli sono originari della zona di Premana e l’attuale proprietà risiede sul Lario: si è quindi tornati alla situazione geografica della proprietà ante 1291.

L’attività storica dell’Alpe era il pascolo estivo con mandrie di bovini da latte e la trasformazione del latte nel famoso formaggio Bitto.

Fino all’ultima guerra il carico avveniva con circa 100 capi bovini e sull’Alpe operavano 20 ÷ 25 persone.
La vita in alpeggio, durissima, è descritta in modo splendido da Cirillo Ruffoni nel suo bel libro “Ai confini del cielo /Ed. Bettini, Sondrio, 2003). Cirillo era un “bocia” in Alpe negli anni del dopoguerra e il suo racconto è quindi una testimonianza diretta della vita in Alpe.

Nel Baitone, dove c’è una ricca biblioteca,  c’è copia di questo testo.
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